Con la grande affermazione del contenuto dinamico e “generato dagli utenti”, il Web comincia a diventare una terreno difficile per i motori di ricerca, i cui modelli di funzionamento sono ancora improntati a un tipo di mezzo ricco ma relativamente statico. O che almeno non cambia ogni microsecondo, senza lasciare il tempo al software dei vari motori di aggiornare i propri indici. Benvenuti nell’era della ricerca in tempo reale, nuovi strumenti di “search” orientati al mondo di blog e microblog e capaci di catturare le notizie del Web ultradinamico al minimo stormir di fronda digitale.
Twitter - forse lo sanno in pochi - ha un suo motore di ricerca interno, Twitter Search, basato su una tecnologia sviluppata da una piccola startup, Summize, acquisita giusto un annetto fa. Ma in questi giorni, Facebook ha risposto lanciando una nuova versione della sua funzione di ricerca, a sua volta basata su un software rilevato tramite acquisizione, quella di Friendfeed. L’idea è di consentire a tutti gli iscritti di essere continuamente aggiornati sui post e le evoluzioni quotidiane (anzi, orarie) dei loro amici e dell’intera comunità. Quasi a farlo apposta, anzi, sicuramente per farlo apposta, se Twitter e Facebook cercano di conquistare nuovi adepti imitando le funzionalità di Google, quest’ultima non sembra affatto essere disposta a perdere il treno e ha deciso di integrare una raffica di gadget che imitano i social network.
Le nuove funzionalità, ben diciannove, sono destinate a integrare l’offerta di moduli per la pagina iniziale personalizzata di iGoogle e per il momento sembrano orientati ai gusti e alle capacità linguistiche del pubblico americano. Tutti i nuovi gadget sono realizzati in puro spirito collaborativo. Ci sono per esempio moduli per giocare a scacchi o a backgammon con altri utenti Google, o per condividere le notizie trasmesse dalle stazioni del circuito National Public Radio o per risolvere il difficile cruciverba del New York Times in gioco di squadra.
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