Ormai dell’importanza fondamentale della metafora del browser, un software considerato ormai addirittura superiore - per criticità - a un sistema operativo, si è discusso in lungo e in largo. L’interesse da parte di Google e la sua discesa in campo in un teatro già popolato da Internet Explorer, Firefox, Safari e Opera, è un segno abbastanza chiaro: per il browser, più che per il sistema operativo, passano i contenuti, i servizi, le applicazioni del Web. Il browser è diventato una specie di asso pigliatutto, chi lo domina, domina la rete e il suo popolo. O no?
E' di qualche settimana fa la notizia di uno sviluppo che introduce in questo scenario un elemento in più. Marc Andreessen, l’inventore di Mosaic e Netscape, i primi browser di grande successo, con altri pionieri di questa particolare branca del software, stanno lavorando a un concetto diverso, un browser dedicato a un servizio Internet in particolare. In questo momento uno dei servizi più popolari e discussi: Facebook. Sarebbe infatti in dirittura d’arrivo, un progetto chiamato RockMelt, un browser espressamente rivolto all’esplorazione dei contenuti di Facebook. Lo ha rivelato ReadWiteWeb, scatenando una ridda di illazioni e commenti.
Il sito specializzato in Web 2.0 cita infatti una serie di personaggi e aziende altamente coinvolti in Facebook (Andreessen del resto siede già nel CdA), che stanno attivamente seguendo lo sviluppo dell’applicativo. Che senso ha un browser utilizzabile solo con un sito Web? Se si trattasse di un sito normale, il dubbio sarebbe lecito ma con Fb abbiamo a che fare con un social network seguito da milioni di persone. E anche se fino a questo momento la storia dei siti sociali non ha avuto un parallelo fortunato nello sviluppo di un business fiorente, molti ritengono che in questo senso Facebook potrebbe fare da apripista. Si vedrà anche da come verrà accolto RockMelt, che potrebbe essere utilizzato come formidabile strumento di fidelizzazione.
Ma è anche ironico pensare che l’idea del browser ultraspecializzato è un ritorno al passato, agli albori della telematica pre-Internet, quando servizi come Compuserve e America Online utilizzavano infrastrutture di proprietà che richiedevano, appunto, l’uso di un software esclusivo.
A volte, si sa, ritornano.
Rockmelt
http://www.rockmelt.com
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