Ciao Stefano, puoi presentarti rapidamente?
Ho 36 anni e da circa 10 mi occupo dello sviluppo di applicazioni per dispositivi mobili. Attualmente sono Senior Solution Engineer per la piattaforma Android presso Beeweeb, una giovane azienda romana specializzata nello sviluppo di applicazioni e servizi per la telefonia mobile. Sono appassionato di sistemi embedded in generale, soprattutto per applicazioni mobili e di ubiquitous computing di supporto alle persone. La gastronomia è l'altra mia passione (non tecnologica).
Che cosa significa per te "innovare"? Quali sono i tre principali requisiti per poter innovare oggi in Italia?
Io credo che innovare significhi proporre e realizzare qualcosa che migliora la qualità della vita del maggior numero possibile di persone. In questo senso, dunque, non credo meriti l'appellativo di "innovazione" ciò che è riservato ad una elite di "iniziati" (per collocazione geografica, per disponibilità economica, per estrazione sociale o culturale).
Ritengo, inoltre, che la vera innovazione sia quella che si coglie a posteriori, col senno di poi. Pensando al nostro Paese, è ormai costante leggere e sentire che innovare in Italia è estremamente faticoso se non addirittura impossibile. D'altro canto, è difficile confutare questa affermazione, purtroppo è la realtà. Ma i problemi che rallentano il nostro Paese non possono impedire di innovare. Mi piace sognare con Steve Jobs, nelle cui biografie si riporta una sua celebre affermazione: "L'innovazione non ha nulla a che vedere con il budget di ricerca e sviluppo che hai a disposizione". Tante aziende hanno quattrini a volontà eppure non innovano, mentre i piccoli hanno buone idee, ma talvolta non si lanciano per paura che la scarsità di risorse possa far fallire in partenza qualsiasi progetto.
Ci vuole sacrificio e determinazione, ma questa non manca.
Io credo che per innovare serva... un Co.Co.Co.: Costanza, Confronto, Coraggio. La costanza è requisito indispensabile che porta l'innovatore ad aggiornarsi, a studiare, a sperimentare, a proporre. Costantemente, appunto. Perché certamente l'innovazione non nasce da un weekend di genio. O, meglio, sboccia in un weekend geniale ma è frutto di mesi ed anni di impegno costante.
Il confronto è la chiave per modulare la propria idea in funzione del mondo: parafrasando Jonathan Schwartz (ex-CEO Sun, dr), "innovation happens elsewhere" e dunque solo dal confronto, dal dialogo, dalla critica costruttiva l'idea può diventare innovazione.
Infine coraggio: perché dove lo studio costante suggerirebbe di cambiar strada e quando dal confronto emerge la tentazione di mollare (perché da qualche parte sembra che stiano facendo esattamente ciò che si aveva in mente e magari pure meglio!) allora bisogna essere audaci e coraggiosi e inseguire i propri sogni.
Quali sono le innovazioni che, secondo te, hanno segnato il 2009 in Italia? E all'estero?
Credo che l'Italia abbia scoperto Twitter, sull'onda del resto del mondo. Twitter soffre meno delle distorsioni mediatiche subite da Facebook e questo lo rende più apprezzato anche dai diffidenti.
Credo, poi, che il 2009 sia stato l'anno della realtà aumentata. Complici iPhone e Android, questo interessante settore è stato svelato al grande pubblico e gli application store hanno permesso a tutti di installare e provare questa nuova frontiera dell'interazione.
Resta da capire quanto sia moda/gadget e quanto invece potrà essere realmente utile alla didattica, all'intrattenimento e al supporto alla mobilità.
Infine - so che sembrerà quasi eretico dirlo - ma io credo l'arrivo di Wired Italia sia stata una sorta di innovazione, sicuramente importante per il nostro Paese. Non mi riferisco ai contenuti, peraltro sempre interessanti, quanto al fatto che, improvvisamente, tanti, tantissimi si sono ritrovati in Wired. La rivista è diventata di fatto un aggregatore di persone pensanti: i lettori di Wired erano già là, ma non lo sapevano.
... e quelle che segneranno il 2010?
L'anno appena cominciato probabilmente vedrà un consolidamento delle novità del 2009. La sinergia tra social network e mobilità sarà irrobustita e non escludo che l'accesso da cellulare a Facebook e Twitter possa eguagliare, se non superare, l'accesso via PC.
Tutti i nuovi terminali Android, ad esempio, sono già equipaggiati di client sofisticati per la gestione integrata dei diversi account sui social network più diffusi: telefonare, leggere email, mandare SMS, accedere al proprio profilo "social" saranno attività immediate e pressoché equivalenti.
Il 2010 sarà probabilmente l'anno in cui vedremo un uso massiccio delle reti di sensori ad uso personale e domestico. Gli scenari sono ancora in via di definizione, ma il monitoraggio capillare dell'ambiente e del consumo energetico domestico sono tematiche di grande interesse, e la sensibilità crescente si concretizzerà in applicazioni e servizi in questo ambito. Infine, c'è grande fermento nel mondo dell'editoria (sarà l'effetto iPad?), il 2010 porterà novità anche in questo settore.
Un video che rappresenta il tuo punto di vista sull'innovazione?
Steve Jobs' 2005 Stanford Commencement Address. Il video che vi propongo è il discorso di Steve Jobs ai neolaureati di Stanford. Per me rappresenta una bella iniezione di coraggio, che occorre a tutti per fare innovazione nonostante le difficoltà.
Qual e' stata, a tuo parere, la più grande innovazione nelle telecomunicazioni degli ultimi 10 anni in Italia? E all'estero?
La diffusione massiva di connettività domestica e mobile a larga banda.
Dieci anni fa si utilizzava in casa un modem a 56K ed era faticoso anche mandare un allegato di pochi MB. Tre-quattro anni fa era impensabile avere banda sufficiente dal portatile e stare lontani dall'ufficio o da casa significava essere di fatto offline. Sino a due anni fa mail e web sul cellulare erano poco più che esercizi tecnologici. Oggi la Rete è pervasiva, sempre disponibile, sempre in tasca. Volendo parafrasare Newton, l'umanità inizia il nuovo decennio sulle spalle di un gigante: Internet.
Se potessi consegnare il Premio 2009 per "l'azienda italiana più innovativa", lo daresti a ...? Perché?
Difficile trovare un solo nome.
Il primo che mi viene in mente è Balsamiq, perché innovazione non è solo "fare cose nuove", ma anche (forse direi "soprattutto") fare meglio cose già viste.
Quale potrebbe essere la prossima killer application destinata a rivoluzionare il mondo del mobile, web e media in generale?
Se lo sapessi, correrei subito a realizzarla! :-)
Scherzi a parte, i social network hanno fatto bruscamente virare il vascello degli utenti che navigavano sul web. Non si usa più il web per cercare informazioni e contenuti, ma per cercare (e finalmente trovare) persone. Oggi più che mai il web è il luogo di incontro delle persone prima che delle informazioni, della cultura (inteso come patrimonio di conoscenza) o di arte.
Mettere al centro le persone rende tutto velocissimo, imprevedibile, dannatamente complicato. Non è solo questione di numeri o di mole di dati da gestire: la generazione e la fruizione dei flussi di comunicazione è completamente stravolta.
Chiunque utilizzi Facebook o Twitter regolarmente e proficuamente, ad un certo punto realizza che il tempo necessario a gestire questi social network diventa una parte significativa della propria giornata. La killer application, dunque, dovrebbe rivoluzionare l'accesso ai social network, consentendo una fruizione più rapida, direi "multifiltrata" a questo flusso enorme di pensieri e parole.
Quale futuro vedi per i social network? Possono essere uno strumento per incentivare e condividere nuove forme di innovazione?
Si, certamente. I social network aiuteranno la comunicazione e l'aggregazione tra chi ha voglia di fare, ma soprattutto faranno emergere i bisogni della community e gli innovatori saranno coloro che sapranno cogliere tali bisogni e proporre risposte innovative.
Quale consiglio potresti dare oggi ai giovani intenzionati a sviluppare soluzioni innovative per internet media e mobile?
I consigli sono tre.
Ascoltare il mondo con attenzione ed umiltà. Imparare a filtrare ciò che si ascolta, perché altrimenti non c'è ascolto, ma solo stordimento e confusione. Far quindi silenzio ed ascoltare le proprie idee, il proprio distillato di analisi di ciò che ci circonda. E, ovviamente, come dicevo all'inizio, avere costanza, aprire il confronto ed avere coraggio.
Your Question! Una domanda che vorresti ti facessero.
In questo clima positivo di innovazione e di progresso tecnologico, c'è qualche aspetto negativo di cui occorre tenere conto?
Si. Credo che il digital divide stia diventando un problema più articolato della semplice "mancanza di connettività". Se l'accesso mobile diventerà complementare (e decisivo) nel prossimo futuro, coloro che non potranno permetterselo saranno inevitabilmente tagliati fuori dalle opportunità che scorrono su quel canale.
Stesso discorso si può fare per gli utenti diversamente abili, i quali possono contare su tecnologie sofisticate in ambiente desktop, ma che hanno minore supporto sui nuovi media.
L'innovazione, dunque, dovrebbe basarsi su una attenzione maggiore e immediata verso chi, non per sua volontà, si trova in una condizione di svantaggio e difficoltà nell'accesso alle nuove tecnologie. Deve essere innovazione per tutti.
I link di Stefano Sanna
http://www.gerdavax.it
http://twitter.com/gerdavax
http://www.quadraspace.org
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