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MARCO CAMISANI CALZOLARI - L'intervista

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MARCO CAMISANI CALZOLARI - L'intervista

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Redazione

Inserito il 12 dicembre 2009 alle 0.00


Innovation Cafè

 
Ciao Marco. Puoi presentarti rapidamente?
Ho 40 anni, vivo a Milano, faccio il papà e il Disruptive Innovator. Mi occupo di Marketing e Comunicazione Digitale. Ho iniziato a fare questo mestiere prima che in Italia debuttassero le prime offerte commerciali per internet. Passioni? Fare il CEO di SPEAKAGE.

Che cosa significa per te "innovare"? Quali sono i tre principali requisiti per poter innovare oggi in Italia?
Oggi innovare è un percorso difficile, perché l'innovazione passa attraverso una corretta visione del futuro. Un'innovazione senza una "visione possibile" rischia di assomigliare troppo a qualche forma di creatività artistica. Una grande conoscenza della situazione attuale e delle sue peculiarità, specie in un ambito complesso come internet, è fondamentale. La superficialità è nemica dell'innovazione.
E' anche importante essere sempre liberi dalle mode del momento che spesso influenzano molti sedicenti innovatori che invece tendono a replicare modelli già esistenti. La conseguenza diretta è una sorta di anticonformismo collaterale; essere controcorrente è inevitabile.
In Italia abbiamo un grosso problema: una fascia d'età, la generazione di mezzo, che produce e prende le decisioni operative più importanti, che però è decisamente analogica-tecnofoba. Sono individui che nella maggior parte dei casi non sfruttano le opportunità offerte dal “nuovo”, rifiutano modelli legati al digitale e sono ancorati alle tradizioni. Questa generazione influenza anche la successiva, i bambini, a cui spesso non comprano il computer per paura, quindi per ignoranza. Per questo un innovatore oggi deve sapersi scontrare con questa generazione a cui manca la corretta cultura digitale.
Un buon innovatore oggi dovrebbe avere sia buone conoscenze tecnologiche (quelle da geek per intenderci) sia di comunicazione, di marketing tradizionale. Proprio per poter dare le giuste risposte a temi che hanno radici in entrambi i campi.

Quali sono le innovazioni che, secondo te, hanno segnato il 2009 in Italia? E all'estero?
In Italia devo ammettere che non abbiamo partorito granché. Nel web, che è il mio settore, e nella fattispecie nelle piattaforme innovative, potrei dirti che nel 2009 ci sono state delle conferme: oggi network come Blogosfere sono casi di successo; altre imprese molto fertili sono Dada e Banzai.
All'estero ci sono state grandi evoluzioni di piattaforme già esistenti e innovazioni importanti che le hanno riguardate: penso a Twitter (ad es. i gruppi) e Youtube (ad es. l'HD) per citare i primi che mi vengono in mente. Ci sono stati cambiamenti "interni" importantissimi anche per quanto riguarda Facebook con parecchie nuove API. Sempre per quanto riguarda l'estero (e in tema di evoluzioni) non posso non citare la versione 3Gs dell'iPhone, in grado di proporre nuove forme di interazione con il web (avanzate e allo stesso tempo usabili) che hanno cambiato la vita di molti.


Segnalaci un video che rappresenti al meglio l'innovazione


Did You Know 2.0


... e quelle che segneranno il 2010?
La georeferenziazione sociale e le sue conseguenze. Le varie forme di realtà aumentata che interagiscono con Facebook, per geolocalizzare gli amici grazie a strumenti come iPhone. In generale si ridurrà il divario tra “fisso” e “mobile”. Vedi anche il superamento di vendite dei notebook sui desktop.
Nel 2010 si consoliderà il nuovo rapporto che si sta creando tra gli utenti e l'internet partecipativo. Mi auguro anche che si arrivi ad una nuova consapevolezza riguardo alle piattaforme social: medie e grandi aziende dovrebbero capire l’importanza di produrre piattaforme “social” proprie, perché altrimenti il rischio è di portare valore a terzi. Promuovere una propria pagina su un social significa regalare informazioni importantissime a siti esterni. Non a caso Facebook è estremamente geloso dei dati che raccoglie, a cominciare dalle email, che custodisce senza condividerle con nessuno. In generale dirottare traffico su siti esterni è sbagliato, è traffico regalato che è stato pagato dall'azienda con un rientro effettivo che è tutto da discutere. La colpa va ovviamente anche ad alcune agenzie di comunicazione che troppo spesso improvvisano.

Qual e' stata, a tuo parere, la più grande innovazione nelle telecomunicazioni degli ultimi 10 anni in Italia? E all'estero?
In Italia direi niente degno di nota. All'estero rispondo ancora iPhone. E il mio giudizio è da interpretare considerando che non sono un fanatico di Apple e uso da sempre PC.

Se potessi consegnare il Premio 2009 per "l'azienda italiana più innovativa", lo daresti a ...? Perché?

Una battuta? Che poi non è solo una battuta: Speakeage.com perché con grande fatica produce per le aziende piattaforme alternative a quelle più famose: social network, webTV, videosharing, etc. Quando sostengo che le aziende dovrebbero farsi le proprie piattaforme invece di cedere i propri utenti a terzi, non lo dico perché ho un’azienda che risolve quel problema, ma al contrario, ho fondato un’azienda proprio sulla base di questa mia ferma convinzione.

Quale potrebbe essere la prossima killer application destinata a rivoluzionare il mondo del mobile, web e media in generale?
L'ho già accennato. Credo saranno prevalentemente applicazioni basate sulla realtà aumentata e in genere la georefenziazione di “quel che ti serve” a partire da informazioni crowdsorcing .

Quale futuro vedi per i social network? Possono essere uno strumento per incentivare e condividere nuove forme di innovazione?
Si e No.
Si, perché è dimostrato che i social network sono il miglior modo di incontrarsi e scambiare informazioni.
No, perché ormai c'è un'ovvia e crescente attenzione a "quanto" e "come" si condividono le informazioni. Io stesso mi rendo conto che ci sono tanti argomenti di cui sui social non posso parlare perché non sono in accordo con la massa o, per esempio, coinvolgono dei clienti o sono sotto NdA. Finisce che sui social anche le grandi opinioni diventano mezze verità. Io infatti condivido solo una parte della realtà, quella che posso. Così quando mi trovo con altri colleghi dal vivo finisco per dire cose che normalmente non dico (e viceversa) sui social. Siamo di fronte a nuovi luoghi virtuali che non si possono comparare né al pubblico né al privato, sono nuovi medium con regole diverse.

Quale consiglio potresti dare oggi ai giovani intenzionati a sviluppare soluzioni innovative per internet media e mobile?
Non posso che consigliare una buona conoscenza e frequentazione dei social, che può voler dire anche solo leggere ed ascoltare tutto quello che succede. Uno sviluppatore di iPhone, per esempio, deve sapere assolutamente tutto quello che ad oggi è disponibile e poi partire da quello per innovare. Troppo spesso c'è gente che inventa l'acqua calda con nomi diversi, senza chiare finalità. E' importante informarsi sempre bene prima di investire. Poi spero che nascano e crescano nuovi imprenditori, anche nel settore dei software, perché le piccole e medie realtà sono l'essenza produttiva dell'Italia. Proprio il Sud Italia (che soffre di arretratezza da questo punto di vista) può trovare nella Rete buone opportunità perché per avviare attività non sono necessari di grandi investimenti e infrastrutture.

Your Question! Una domanda che vorresti ti facessero.
Cosa rispondi alle aziende poco convinte, che provano a misurare Internet alla ricerca di modelli che non trovano?
Rispondo parafrasando quello che dicono i talebani: “Voi avete l’orologio, Internet ha il tempo...”


Marco Camisani Calzolari:
www.camisanicalzolari.com
www.speakage.com

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