TI Network

Next Open Innovation

La community di tecnologia e innovazione di Telecom Italia

Navigazione Principale
Benvenuto GUEST

ALBERTO D'OTTAVI - L'intervista

Contribuisci


Contenuto Principale:

ALBERTO D'OTTAVI - L'intervista

Rating: 5/5

Redazione

Inserito il 1 febbraio 2010 alle 0.00


Innovation Cafè

Ciao Alberto. Puoi presentarti rapidamente?
Giornalista professionista. Dopo una carriera nell’editoria tecnica (ho diretto tra l’altro le versioni italiane di ZDNet e Computer Bild), nel 2006 sono diventato indipendente, focalizzandomi su Web 2.0, Social Media e Startup. Ho scritto dei libri e ora, tra l’altro, insegno anche Tecniche dei Nuovi Media in NABA Media Design. Le mie tag sono: cultura, società e ricerca, tecnologia, media e Internet.

Che cosa significa per te "innovare"? Quali sono i tre principali requisiti per poter innovare oggi in Italia?
Mettere insieme “Innovazione” e “Italia” è un po’ un ossimoro.
Siamo un Paese intrinsecamente conservatore. Certo, siamo anche “inventori”, con tante PMI di successo anche internazionale. Ma questi casi sono la minoranza, e sempre penalizzati. Tre requisiti? Mobilità sociale, distribuzione della ricchezza e stimolo alle iniziative dei singoli. Il contrario di quanto accade da noi.

Quali sono le innovazioni che, secondo te, hanno segnato il 2009 in Italia? E all'estero?
L’anno scorso non ho visto innovazioni straordinarie, mi è sembrato un anno di assestamento. In Italia molte aziende hanno sperimentato un nuovo uso del Web, e probabilmente faranno di più nel corso di quest’anno. Ma si tratta di innovazione in comunicazione e marketing, molto poco di processo e prodotto.

... e quelle che segneranno il 2010?
Tecnologicamente c’è un po’ di roba interessante. In primis i nuovi Tablet, che cambieranno parecchio le regole del gioco, portando l’esperienza d’uso del computer sul divano e sul letto. Una sfida molto importante contro la tv. Kindle e fratelli, invece, credo siano già morti.
Poi abbiamo i progressi dell’interazione naturale / gestuale, di cui abbiamo visto appena l’inizio con Wii e iPhone. Sono curioso per le prossime evoluzioni di questi prodotti, per come sarà implementata sui tablet, e per Project Natal di Microsoft. Infine abbiamo la prospettiva delle tecnologie LED. Le potenzialità si intravedono appena nei nuovi televisori ultrasottili, ma è solo la punta dell’iceberg.

Uno dei settori che sta maggiormente soffrendo negli ultimi tempi è quello dell'editoria. Credi che i tablet possano davvero rappresentare una soluzione migliore degli ereader?
Certo, gli ereader permettono solo di leggere. Oggi invece l'informazione è visuale e, soprattutto, richiede interazione real-time. L'idea del signore seduto in poltrona con la pipa è di 50 anni fa. Ora siamo in movimento anche quando siamo sul divano e appena notiamo qualcosa vogliamo subito commentarla, girarla agli amici, vedere cosa ne dicono gli altri. Che i libri servano ancora è fuori discussione, ma direi che dopo 500 anni si possono anche rinnovare un po'. La prima prospettiva fenomenale è quella dei magazine che rinasceranno, si possono immaginare cose meravigliose e grazie al fatto che il sistema è chiuso gli editori possono trovare nuovi modelli di business.

Un video che rappresenta il tuo punto di vista sull'innovazione?


Mi concedete questa battuta?


Qual e' stata, a tuo parere, la più grande innovazione nelle telecomunicazioni degli ultimi 10 anni in Italia? E all'estero?
Definisci “telecomunicazioni”. In senso tecnico, direi senza alcun dubbio il Voice over IP e la conversione totale delle infrastrutture dei provider su tecnologie Internet. In senso allargato Google, che ha portato il Web e l’intera industria IT a un livello più alto.
Credo non ci si renda ben conto di quanto sia stato importante il “drive” dei motori di ricerca per lo sviluppo dell’intero mercato, ferro e silicio compresi. L’Italia ha sempre l’indubbio merito dell’invenzione delle carte ricaricabili per la telefonia mobile. Anche questo ha ribaltato il mercato, però non sono sicuro che ricada nei dieci anni :).

Sta prendendo sempre più piede il mercato delle applicazioni sulla scia del successo dell'App Store di Apple. Secondo te quali sono le caratteristiche di una app di successo?
Per la verita' le applicazioni ci sono sempre state. Quando facevo ZDNet Downloads avevamo un database di centinaia di migliaia di titoli. Solo che ognuno andava pagato a parte e costavano troppo. E' l'idea dello Store che è vincente e ancora non se ne sono capite tutte le potenzialità.

Si parla continuamente di Apple e del suo iPhone. Tu invece che opinione ti sei fatto di sistemi operativi alternativi come Android?
Be' diamogli tempo. I commenti di esperti e siti specializzati sono positivi, ma io non l'ho provato direttamente. Sicuramente Google ha dalla sua una conoscenza delle esigenze degli utenti impressionante, difficile possa sbagliare. E ha dalla sua anche l'apertura del sistema. La mossa difensiva di Nokia, che ha messo Symbian in open source solo l'altro giorno, è segno preoccupante di quanto si senta minacciata. In sintesi credo che il mercato sia ormai maturo per telefoni più simili a computer, e questo apre molte possibilità!

Se potessi consegnare il Premio 2009 per "l'azienda italiana più innovativa", lo daresti a ...? Perché?
Bell’idea: farei una grande cerimonia e poi direi “Ok ragazzi abbiamo scherzato. Non lo diamo a nessuno perché nessuno se lo merita”. Piuttosto farei gli Ig-Nobel per l’innovazione italiana. In particolare, darei il cappello con le orecchie d’asino agli editori italiani e soprattutto ai nostri tre giornali top: Corriere, Repubblica e Sole. Al di là di qualche affermazione di principio, sono lì che aspettano il diluvio guardando le assi di legno e le viti, chiedendosi cosa potrebbero farci.

Quale potrebbe essere la prossima killer application destinata a rivoluzionare il mondo del mobile, web e media in generale?
Come ho detto, i tablet. Vedremo cosa uscirà, ma potrebbe essere una vera rivoluzione. Il computer è perfetto per “l’uomo seduto”, alla scrivania. Con gli smartphone, e in particolare l’iPhone, ha conquistato “l’uomo in piedi”. Il tablet sfida la tv per conquistare “l’uomo sdraiato”, sul divano o a letto. E ce la farà.

Quale futuro vedi per i social network? Possono essere uno strumento per incentivare e condividere nuove forme di innovazione?
C’è una frase fulminante che ho letto in uno degli ultimi numeri del mensile dell’Association for Computing Machinery, e su cui scriverò un post prima o poi: “Usare le tecnologie digitali non è importante per navigare col browser, chattare e interagire. Ma per progettare, creare e remixare”. Quindi la risposta è sì, ma dipende dall’uso che se ne fa. Non è una questione di strumenti, ma di scelte fatte dalle persone.

Quale consiglio potresti dare oggi ai giovani intenzionati a sviluppare soluzioni innovative per internet media e mobile?
Fatelo. Cercate di non farvi distrarre dalle sciocchezze e trovate i luoghi e le persone da cui si può imparare davvero. C’è molta informazione qualificata, a partire dall’italiano OilProject fino ai canali YouTube o ai podcast delle università americane, ma molto si impara frequentando i forum tecnici, dove si incontrano gli sviluppatori esperti.
Dovete prototipare rapidamente: hai un’idea, trovi tre amici per metterla su in una settimana, provi, impari e vedi come va. Ripeti finché non trovi un’idea di business seria, e allora sarete pronti per il salto.

Your Question! Una domanda che vorresti ti facessero.
Cosa possono fare le persone, tutti i giorni, per stimolare l’innovazione?
Basterebbe che i protagonisti del mondo delle PMI e i professionisti fossero più presenti in Rete. Che si prendessero un po’ di tempo per bloggare, twittare o insomma raccontare chi sono e cosa fanno. Oggi è difficilissimo trovarli, conoscerli e capire le loro idee ed esigenze. Invece dovrebbero prendersi i loro spazi.

Alberto D'Ottavi
http://Infoservi.it
http://it.linkedin.com/in/dottavi

 

Lascia un commentoVAI AL FORUM

PAGINE CORRELATE






Video