Ciao Paolo. Puoi presentarti rapidamente?
Faccio l'imprenditore. Vent'anni fa ho fondato la società che oggi si chiama Evectors. Ci occupiamo principalmente di sviluppare prodotti software che consentano alle aziende di comunicare meglio in rete. Il nostro prodotto di punta, PagesPlus, oggi viene usato da editori e aziende in Italia e all'estero per progetti di "social media".
Che cosa significa per te "innovare"? Quali sono i tre principali requisiti per poter innovare oggi in Italia?
Penso che innovare significhi trovare soluzioni nuove a problemi sia vecchi che nuovi. Oggi l'Italia è uno dei paesi in cui è più difficile innovare, almeno nel nostro settore. Nonostante ci siano degli ottimi talenti (il mio team di sviluppo italiano è il migliore con cui abbia mai lavorato) l'ambiente è ostile nei confronti di una piccola azienda che tenta di fare qualcosa di nuovo. Noi continuiamo a mantenere salda la nostra presenza sul mercato italiano, ma allo stesso tempo stiamo facendo il possibile per espanderci all'estero. Guardare fuori credo sia il requisito principale.
Quali sono le innovazioni che, secondo te, hanno segnato il 2009 in Italia? E all'estero?
Parlando di Internet non credo abbia molto senso distinguere tra Italia ed estero: tutto succede allo stesso tempo ovunque. Tra le cose più significative che si sono viste a mio avviso c'è stato il boom del mercato delle applicazioni mobili, principalmente attorno all'iPhone; l'affermarsi di Twitter quale piattaforma su cui costruire le più diverse iniziative di comunicazione (dai movimenti rivoluzionari in Iran alla comunicazione corporate di molte aziende); l'emergere del Real-Time-Web come nuova frontiera nelle dinamiche della comunicazione on-line.
... e quelle che segneranno il 2010?
Ovviamente vedremo la continuazione di quanto visto nel 2009. Di sicuro succederanno cose molto interessanti nella relazione tra nuovi e vecchi media, soprattutto grazie all'apertura da parte dei più popolari social network (Twitter e FaceBook renderanno disponibile il loro intero flusso di dati, sui quali sarà possibile costruire interessantissime applicazioni). Il mobile continuerà a svilupparsi, con una bella fetta di novità proveniente dalla possibilità di geolocalizzare contenuti ed utenti. Penso anche che ci saranno interessanti sviluppi nel campo dei beni e delle valute virtuali: ciò che abbiamo visto nel 2009 nell'ambito dei giochi su FaceBook non è che l'inizio.
Un video che rappresenta il tuo punto di vista sull'innovazione?
L'intervento di Tony Hsieh, CEO di Zappos.com a LeWeb.
Qual e' stata, a tuo parere, la più grande innovazione nelle telecomunicazioni degli ultimi 10 anni in Italia? E all'estero?
Probabilmente l'iPhone. È stato il primo device che ci ha consentito di assistere ad un cambio di paradigma nell'interazione tra persone attraverso la rete.
Se potessi consegnare il Premio 2009 per "l'azienda italiana più innovativa", lo daresti a ...? Perché?
No comment :P
Quale potrebbe essere la prossima killer application destinata a rivoluzionare il mondo del mobile, web e media in generale?
Il successo sta da qualche parte all'intersezione tra mobile, real-time, social media e geolocalizzazione. Nasceranno molti servizi ed è molto probabile che uno o due di questi, che saranno in grado di dosare bene questi ingredienti, potrà raggiungere un enorme successo. FourSquare è una delle applicazioni che va in questa direzione, ma ne vedremo di moltissime altre molto presto.
Quale futuro vedi per i social network? Possono essere uno strumento per incentivare e condividere nuove forme di innovazione?
Penso che ci sia spazio in quest'ambito. Sia nell'uso di social network esistenti, sia nello sviluppo di network verticali. Una buona combinazione di contenuti e relazioni potrebbe almeno parzialmente sopperire alla rarefazione degli innovatori sul territorio. Il principale vantaggio che c'è a lavorare a Silicon Valley è che tutti si trovano in uno spazio molto limitato e quindi volenti o nolenti interagiscono in continuazione. Non dico che si possano sostituire i barbecue con un social network, ma potrebbe aiutare a creare momenti di condivisione dai quali possano nascere dei business.
Quale consiglio potresti dare oggi ai giovani intenzionati a sviluppare soluzioni innovative per internet media e mobile?
Di mettersi subito a lavorare. Tutti gli strumenti che servono sono disponibili gratuitamente o a costi bassissimi, quindi non ha senso preoccuparsi dei soldi o di altri dettagli, merita concentrasi sulla propria idea, svilupparla, provarla, lanciarla, pensarla fin dall'inizio orientata ad un mercato internazionale, elaborarla e rielaborarla, imparare dai propri errori, ascoltare i propri utenti. E insistere, insistere, insistere. Il motivo per cui molti non hanno successo è che si arrendono alle prime difficoltà. Per essere imprenditori bisogna essere ottimisti, per avere successo bisogna essere ottimisti e testardi.
Your Question! Una domanda che vorresti ti facessero.
Che impatto avranno queste nuove forme di interazione in rete sul mondo della comunicazione tradizionale?
Quello che stiamo vivendo non è che l'inizio: la disintermediazione della comunicazione porterà a forme di comunicazione diretta tra clienti e aziende, tra spettatori e star del cinema e la tv, tra cittadini e amministratori pubblici. La vera sfida è che mentre i clienti, gli spettatori, i cittadini sono già pronti sui loro account di Twitter, di Facebook, di FriendFeed, la gran parte delle aziende, le star, gli amministratori e tutti gli altri interlocutori non sanno che pesci prendere, essendo sempre stati abituati a delegare a terzi i processi di comunicazione.
Credo che questo aspetto costituirà il vero salto generazionale, e non credo che ci saranno molti superstiti del vecchio mondo nel nuovo, tanto quanto le star del cinema muto sono in gran parte scomparse con l'avvento del sonoro. Gestire una comunicazione vera e trasparente on-line richiede un talento ed un'abilità del tutto nuovi. In questo contesto, la gran parte delle aziende che oggi di occupano di comunicazione dovranno ripensare completamente il proprio mestiere (o trovarsene uno nuovo).
I link di Paolo Valdemarin:
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