Ciao Leonardo, puoi presentarti brevemente?
Molti dicono di me cose un po’ imprecise quindi approfitto per parlare di quello di cui mi occupo :)
Non sono l’inventore dell’MP3 (come molti approssimativamente mi etichettano) bensì l’ideatore dell’MPEG (Moving Picture Experts Group), un gruppo di persone (centinaia, nell’ordine delle 300-400) che si ritrova 4 volte all’anno per sviluppare standard multimediali di cui ho congegnato le modalità di funzionamento.
È grazie a queste che il gruppo ha potuto dar vita a degli standard oggi molto importanti, tra cui l’MP3, l’MPEG-2 e l’MPEG-4.
Che cosa significa per te "innovare"?
Direi “fare meglio quello che si faceva prima in altro modo" o "fare cose che prima non si potevano fare".
Quali sono i tre principali requisiti per poter innovare oggi in Italia?
Il problema è che in Italia oggi non si innova praticamente più. C’è spazio per chi innova, ma non c’è chi è interessato a promuovere lo sviluppo e l’adozione dell’innovazione.
Visto che l’innovazione è un processo costoso e difficoltoso, quasi tutti i paesi supportano il processo innovativo. In Italia questo o non avviene o, se avviene, è con modalità operative pesantissime. Anche le grandi aziende da anni hanno smesso di innovare. A livello regionale, e parlo della nostra realtà piemontese, le cose vanno abbastanza bene (e spero continuino), ma in ambito nazionale la situazione è di tutt’altro tipo...
Tre requisiti? Mi limito a uno, su cui però può agire in maniera determinante la singola persona: andarsene dall’Italia, almeno per un periodo. Là si capiranno molte cose.
Quali sono le innovazioni che, secondo te, hanno segnato il 2009 in Italia? E all'estero?
Personalmente non vedo granché nel 2009.
Ma immagino che altri avranno sottolineato la maturazione di Facebook e Twitter o cose di questo genere, ma si tratta di fenomeni che non mi coinvolgono personalmente.
... e quelle che segneranno il 2010?
Non mi piace fare previsioni, ma sto lavorando personalmente a due start-up. Per questa ragione posso dire che di cose nuove e interessanti ce ne saranno :)
La prima si chiama SmartRM, è un servizio in release beta e quindi non ancora pienamente operativo. Il servizio però ha tutte le funzionalità che si richiedono per poter comunicare "informazione" ad altri con la sicurezza che questa sarà usata nel modo previsto da chi l’ha prodotta.
La seconda start-up fornisce una nuova modalità di valorizzazione dei contenuti. In passato solo a poche persone era concesso il beneficio di vedere diffusi i propri contenuti, perché bisognava essere “del giro giusto”. L’arrivo degli UGC ha cambiato questa situazione, ma non si può dire che abbia promosso la creazione e la valorizzazione di contenuti di valore. Ha sì creato una nuova tipologia di contenuti “dal basso”, ma non ha dato grosse possibilità a chi effettivamente era geniale, capace e creativo.
La nostra idea invece è di permettere tutto questo. Esiste un sito in versione beta (http://wim.tv/) che già fa vedere il nuovo paradigma offerto e su cui ovviamente stiamo ancora lavorando. L’intenzione è semplice ma di complessa realizzazione: far emergere contenuti di qualità mediante la presenza di figure professionali che offrono forme di valorizzazione economicache si attua su catene del valore complete.
Un video che rappresenta il tuo punto di vista sull'innovazione?
SmartRM Sharing.
Qual e' stata, a tuo parere, la più grande innovazione nelle telecomunicazioni degli ultimi 10 anni in Italia? E all'estero?
Sono successe di sicuro molte cose interessanti.
Abbiamo visto i contenuti digitali (che nel decennio precedente vagivano) diventare adulti. C’è stata grande innovazione nelle modalità di distribuzione e consumo dei contenuti. Molto raramente, però, queste modalità di diffusione e fruizione hanno portato un premio economico agli aventi diritto. E qui mi ricollego ai principi da cui siamo partiti per la seconda start-up di cui vi parlavo.
Oggi si parla molto del successo di iTunes. Secondo la mia opinione si tratta di un successo marginale se paragonato al numero di MP3 che effettivamente si consumano ogni giorno. In sintesi, ritengo che il mondo dei contenuti e quello delle tecnologie numeriche non si siano ancora incontrati e, se l’hanno fatto, non si sono piaciuti...
A livello di infrastruttura, nelle telecomunicazioni non ci sono state innovazioni tecnologiche di sostanza negli ultimi 10 anni, è continuato un processo migliorativo di cose concepite precedentemente. Quello che è cambiato è l’”accesso” che nel decennio precedente era prevalentemente di tipo “telefonico” e con ADSL (nell’ordine di qualche centinaio di kilobit al secondo) con percentuali di penetrazione nella popolazione ad una sola cifra. Oggi invece parliamo di accesso a larga banda con parecchi megabit al secondo e, soprattutto, di fasce di popolazione che vanno dal 20 al 40% e, in paesi come Corea e Giappone, anche oltre il 50%. Un grandissimo passo avanti quindi, ma non dal un punto di vista dei contenuti tecnologici perché si è proseguito con tecnologie già esistenti.
Se potessi consegnare il Premio 2009 per "l'azienda italiana più innovativa" lo daresti a ...? Perchè?
Non avrei un candidato, anche se ci sono diverse aziende che ce la mettono tutta. Si muovono però in un contesto estremamente difficile, senza supporto, senza capitali.
Se vogliamo lavorare su un'idea possiamo farlo senza grandi investimenti, ma se si vogliono fare numeri è necessario preparare un business plan robusto, con capitali alle spalle.
Peccato, evidentemente la prudenza dei venture capitalist italiani è molto alta e quindi tende a succedere poco. Per questo se uno ha un prodotto innovativo conviene lo piazzi all’estero.
Direi quindi che lascio il premio sullo scaffale per il momento.
Quale potrebbe essere la prossima killer application destinata a rivoluzionare il mondo del mobile, web e media in generale?
Tutto quello che sta succedendo nel mondo delle applicazioni da’ un’indicazione sui bisogni dell’utente. A questi però si risponde con l’ennesimo modello di wall garden con la differenza che una volta questi erano solo legato ai contenuti, oggi anche alle applicazioni. Io, invece, sono dell’idea che non ci debbano essere muri, walls appunto, il che non vuol dire che non ci debbano essere “biglietti d’ingresso”.
Ad esempio, nell’ambito del gruppo MPEG, promuoviamo infrastrutture aperte, con applicazioni che possano essere eseguite ovunque. Questa sarebbe una grande innovazione a livello di implementazione! Purtroppo ci si sta muovendo troppo lentamente in questa direzione. Questo però non significa che personalmente non mi stia impegnando per farlo succedere...
Il formato MP3, per esempio, è universale ed ha avuto un successo incredibile. Al contrario, i formati proprietari, non hanno avuto lo stesso boom. Vero che l’MP3 è esploso anche perché legato al concetto di “musica gratuita” e il paragone forse non è così onesto, ma questo ci riporta inevitabilmente all’esempio di iTunes.
Io ragiono sulla dimensione dei fenomeni. Quindi anche le applicazioni di Apple per iPhone e iPad, pur essendo molto interessanti e avendo registrato buoni numeri, rappresentano sempre e comunque un fenomeno elitario. E’ una questione di specifiche aperte, indipendentemente dalla successiva realizzazione open source o meno.
Quale futuro vedi per i social network? Possono essere uno strumento per incentivare e condividere nuove forme di innovazione?
Specificamente per l’innovazione non saprei, ma di sicuro sono strumenti utili per costruire gruppi e comunità intorno ad interessi comuni. E' un buon modo per mettere insieme le persone quindi può diventare un terreno per far nascere buone idee.
Molti team innovativi sono nati per serendipity e i social network possono essere strumenti interessanti per trovare anime gemelle (nel senso di persone con forti affinità di passione e interessi) che insieme possono battere il ferro sull’incudine dando vita a grandi idee innovative. Non sono sicuro però che gli attuali grandi numeri dei social network siano frutto di questi propositi. In molti casi credo si limitino a discussioni di sicuro interessanti per loro, ma poco utili sul fronte dell'innovazione...
Credo che i social network necessitino di passare ad un next level. Dopo essere esplosi in un certo modo devono svilupparsi, trovare un’altra potente direzione di sviluppo, o rischiano di essere superati da nuovi strumenti.
Quale consiglio potresti dare oggi ai giovani intenzionati a sviluppare soluzioni innovative per internet media e mobile?
Io direi che, nonostante tutto, non va persa la speranza.
Bisogna tenere duro, guardare a quello che succede nel mondo senza però lasciarsi condizionare dal fatto che altrove le cose succedano in un certo modo. La Silicon Valley, ad esempio, è un modello, ma non è l’unico possibile.
Nella mia veste di imprenditore, vedo come i giovani che lavorano (se opportunamente motivati) possano dare tantissimo. Ho fiducia che si riesca a superare questa fase di stasi! E se non viene superata dai giovani non vedo chi altri lo possa fare.
Quando ero studente al Politecnico cercavo sempre di fare molto di più, occupandomi di materie che avevano poco o nulla a che fare con il mio percorso di studi. Posso dire ai giovani di non accontentarsi mai di quello che viene loro proposto. Paradossalmente quello che stanno studiando potrebbe essere “inutile” per il loro future lavorativo, il che non è vero ma serve per far capire che è necessario avere tante carte in mano per essere sicuri di avere quella buona al momento giusto.
A me piacevano le lingue straniere, ho studiato giapponese e quindi avuto modo di passare 4 anni in Giappone per il mio dottorato. Lì ho conosciuto persone che hanno poi ricoperto ruoli importanti. Con loro mi sono impegnato per creare MPEG. Andarsene all'estero è un'esperienza utilissima, ma non significa dire addio per sempre all'Italia. Esclusa la parentesi Giappone, io sono sempre rimasto in Italia. Non solo, per un periodo ho anche sospeso il mio dottorato, perché non riuscivo a vivere con la borsa di studio del governo nipponico.
Questo si ricollega anche all'importanza di avere un ampio giro di amicizie e non parlo delle persone con cui si fa jogging al mattino, ma di chi come te ha un’anima inquieta (che non si adatta mai) e sta cercando altre anime inquiete con cui condividere idee e progetti. E' il terreno ideale in cui puo’ nascere l'innovazione. Il lupo solitario, l'inventore in cantina, è una figura mitica che qualche volta può anche trovare le soluzioni giuste, ma di sicuro se tanti lupi solitari si ritrovano si crea un contesto ideale!
In generale posso dire che l’essere insoddisfatti di quello che uno riceve in temini educativi (oltre che in ambito lavorativo) è un buon contesto per diventare innovatori.
Your Question! Una domanda che vorresti ti facessero.
Mi limito a chiudere con qualche considerazione :)
Nella mia vita professionale ho sempre lottato contro la creazione di muri. Dove l’azione ha avuto successo credo di aver dimostrato che la battaglia è giusta. Mi auguro che questo prevalere del “particulare” alla Guicciardini che ha preso piedi negli ultimi due decenni (e che comunque ha dato origine a fenomeni di sicuro interessanti) possa fondersi però con un approccio più globale, sociale e meno chiuso.
Avendo vissuto le due ere, sia quella del servizio pubblico nella telefonia e nella televisione sia quella del libero mercato e della concorrenza a 360° (che ha portato grandi cose ma che ha delle limitazioni nel suo DNA) mi auguro che questi due mondi possano arrivare ad amalgamasi prendendo il buono dell’uno e dell’altro.
Vedo l'Italia come nella canzone di José Feliciano, una sorta di “paese mio che stai sulla collina, disteso come un vecchio addormentato”. La mia speranza è che si risvegli, che superi la sua malattia fatta di noia e di tristezza grazie anche alla forza delle nuove generazioni che oggi possono confrontarsi più facilmente con tutto il resto del mondo. Naturalmente se è stata data loro la capacità di farlo ad armi pari.
I link di Leonardo Chiariglione
http://www.chiariglione.org
http://www.smartrm.com
http://wim.tv/
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